7 Aprile 2007
Provenienza: Italia - Marche
Portata: Antipasto/Aperitivo/Pane
Dopo tre ricette di cucina straniera, per Pasqua entriamo in Italia riproponendo la ricetta di un piatto pasquale tipica delle Marche.
La pizza di formaggio, immancabile sulle tavole anconetane per il pranzo di Pasqua, che si può anche portare “in trasferta” accompagnandola con salumi e una buona bottiglia di Rosso Conero o di Lacrima di Morro d’Alba.
Ingredienti per 1 pizza:
- 1250gr di mix pecorino romano, pecorino e parmigiano grattugiati
- 2 uova
- 350gr di farina
- 1/4 bicchiere di latte tiepido
- 50gr di lievito in cubetti
- 10ml di acqua tiepida
- 25gr di burro
- 1/4 bicchiere di olio
- 25gr di margarina (oppure un po’ più di burro)
- sale qb
- pepe qb
- Emmental tagliato a cubetti o listello
Preparazione:
Mescolare la farina con il formaggio e formare un cono cavo. Versate nel centro i 2 albumi e poi tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto elastico.
A questo punto infilate i pezzetti di formaggio nell’impasto, imburrare una teglia da 20cm e alta 11cm, versarvi l’impasto e lasciarlo lievitare per 30 minuti.
Una volta lievitato, spalmare con il tuorlo rimasto la superficie dell’impasto e poi infornate per 40 minuti a 180°.
Come tutte le ricette ereditate dai nonni o dalle zie, le quantità sono sempre un pizzico, un po’, una punta: quindi sperimentate con le quantità, aggiungete più o meno pepe, sale e olio in base ai gusti personali.
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1 Aprile 2007
Se passate per Wellington non potete tralasciare una vista al famoso Chocolate Fish Cafè. I tavolini sono posizionati direttamente sulla splendida spiaggia di sabbia bianca di Scorching Bay, che si affaccia sullo stretto di Cook.
Il bar prende il nome da uno dei tipici dolci kiwi: il Chocolate Fish.
E’ uno marshmallow (in Italiano dovrebbe essere “spumone”) a forma di pesce ricoperto da un sottile strato di cioccolato al latte. Il locale ne fornisce anche una versione “torta” con tanti pescini decorativi sopra
In Nuova Zelanda viene spesso regalato come forma di ringraziamento, per scusarsi o come riconoscimento. Ed ormai è talmente radicato nella cultura neozelandese che la frase “Give that man a chocolate fish” significa che quella persona è meritevole di lode.
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28 Marzo 2007
Provenienza: Ile Maurice (Mauritius)
Portata: Contorno
Anni fa sono stato in vacanza alle Mauritius, e sono rimasto affascinato dalla cucina mauriziana. Mi ha particolarmente colpito la miscela di sapori derivanti dalla cucina indiana, africana, tropicale e francese.
Questa ricetta ne è un esempio: mango, senape, zenzero, peperoncini piccanti e zenzero si fondono per creare un piatto che è dolce, speziato e piccante allo stesso tempo.
Per il gusto italiano può sembrare un po’ strano far cuocere il mango (un frutto) insieme al chilli e la senape, ma una volta provato non ne potrete più fare a meno.
Ingredienti per 4 persone:
- 4 manghi verdi
- 2 cipolle
- 3 spicchi d’aglio
- 10gr di zenzero fresco
- 2 peperoncini verdi piccanti
- un mezzo cucchiaino di senape o mostarda
- un cucchiaino di zafferano
- 4 cucchiai di olio
- aceto e sale qb
Preparazione:
Iniziate sbucciando i manghi e tagliandoli a fiammifero.
Aprite i peperoncini, privateli dei semini e tagliateli a listarelle sottili e poi, in un mortaio, pestate insieme l’aglio e lo zenzero fino a ridurli in poltiglia (anche lo zenzero in polvere può andare bene).
Tritate le cipolle e fatele saltare in padella, dopo un minuto aggiungete il pesto di aglio e zenzero, lo zafferano stemperato in un cucchiaio di acqua calda e i peperoncini.
Infine aggiungete prima i manghi, l’aceto e la senape.
Aggiungete il sale e mescolate ancora per qualche minuto fino a quando l’acqua dei manghi non è quasi completamente evaporata.
Questo piatto è ottimo come accompagnamento per piatti a base di riso.
Una raccomandazione: probabilmente non riuscirete a trovare dei manghi abbastanza acerbi, quindi cercate quelli meno maturi che trovate.
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21 Marzo 2007
Provenienza: Spagna
Portata: Antipasto - Primo
Minestra tipica della cucina spagnola, molto consumata in estate nelle regioni spagnole piu’ calde, come l’Andalusia, da servire freddissima.
La ricetta originale sembra discendere da un’antichissima ricetta andulasa a base di pane raffermo, aglio, olio, sale e aceto: il pomodoro e’ stato aggiunto dopo la scoperta delle Americhe e la seguente importazione del pomodoro in Europa.
Esistono almeno 60 differenti ricette, alcune piu’ speziate, altre meno. Quella che riporto e’ la ricetta che mi e’ sta passata dalla nonna di un nostra amica spagnola di Siviglia, la capitale dell’Andalusia (grazie Juana!!).
Ingredienti per 6 persone:
- 1,2 Kg di pomodori
- 1 e 1/2 fetta di pane in cassetta spezzettato
- 1/2 peperone rosso
- 1/2 cetriolo
- 1 spicchio d’aglio
- 3 cucchiai d’olio
- 1 cucchiaio d’aceto
- 1-2 bicchieri d’acqua
- sale qb
Preparazione
Sbucciare i pomodori ed il peperone e tagliarli a dadini e fare lo stesso col cetriolo. Mescolarli insieme all’aglio sminuzzato, all’olio, al sale e all’aceto.
Frullare il tutto fino a renderlo un composto denso. Poi incorporare 1 fetta di pane e 1 bicchiere d’acqua, e continuare a frullare fino ad ottenere una zuppa non troppo densa.
A questo punto aggiungere altro pane e/o altra acqua in modo da rendere il Gazpacho più o meno denso a seconda dei propri gusti.
Lasciare riposare in frigorifero per almeno mezza giornata prima di servire.
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13 Marzo 2007
Provenienza: Nuova Zelanda
Portata: Dessert
Questa torta è una ricetta tipica nuovazelandese. Il nome fu dato da qualche cuoco kiwi innamorato della bella ballerina russa Pavlova, che negli anni ‘30 fece “un tour” in australia e Nuova Zelanda.
In breve, è una maxi-meringa ricoperta di panna e kiwi.
Non è molto difficile da preparare, ma per fare la base “giusta” bisogna fare molte prove di cottura con il proprio forno per trovare la temperatura e il tempo di permanenza corretti per la meringa.
Ingredienti x 8 persone
base:
- 4 bianchi d’uovo
- un pizzico di sale
- 250g zucchero fine (o a velo)
- un cucchiaino di aceto di vino bianco
- mezzo cucchianino di essenza di vaniglia
- 2 cucchiani colmi di maizena
farcitura:
- 300 ml di panna montata
- 2 kiwi a fette
- polpa di 3 frutti della passione
Preparazione
Riscaldare il forno a 200°C.
Disegnare su un foglio di carta da forno una circonferenza di 22cm di diametro e appoggiare il foglio (con il segno della penna di sotto) su una teglia da forno.
Montare a neve (usando uno sbattitore elettrico) i 4 albumi dopo aver aggiunto un pizzico di sale. Quando gli albumi iniziano a diventare densi, aggiungere (senza mai smettere di sbattere le uova) gradualmente lo zucchero (un cucchiaio alla volta), l’aceto, e la vaniglia.
Alla fine aggiungere la maizena e sbattere ancora fino a che non sarà completamente integrata.
Riversare tutto il composto sulla teglia utilizzando una tasca da pasticciere e realizzare un disco perfettamente circolare, dai bordi verticali (la consistenza del composto lo permette).
Ora viene il difficile, cioè la cottura, che dipende molto dal forno: questi sono dei parametri che hanno funzionato per me, ma ricordate di fare le prove col vostro forno, tenendo presente che la meringa dovrebbe “essicarsi”, non cuocere.
Infornare e lasciare circa 10 minuti a 200°C, poi abbassare a 80°C e tenere in forno circa 3 ore. Poi spegnere e lasciare in forno finchè freddo.
Passiamo alla farcitura:
per la panna ho sperimentato che è meglio farsela da soli, con la panna da montare e lo zucchero piuttosto che usare quella nella lattina, perchè quest’ultima è troppo “vaporosa” e tende a squagliarsi.
Qualunque decidiate di usare, bisogna ricoprire tutta la meringa di panna (per la panna fatta in casa usate la tasca da pasticciere per aiutarvi nella diposizione), dopodichè versate la polpa del frutto della passione nel centro della torta e guarnite il rimanente spazio con le fette di kiwi.
Note:
Per la meringa usate uova fresche e a temperatura ambiente (si montano meglio).
Non aggredite le uova, ma montatele gradualmente con velocità dello sbattitore via via più alte.
Se per caso vi cade del tuorlo mentre aggiungete gli albumi delle uova… beh, vi conviene farvi una frittata, tanto non vi si monterà mai.
Il composto per la meringa diventa circa 3-4 volte il volume dei soli albumi, quindi usate un recipiente adatto, meglio non troppo alto e stretto altimenti non riuscierete a montare in maniera omogenea.
Quando versate il composto sulla teglia e questo si “squalglia” senza rimanere al suo posto, avete montato male le uova.
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12 Marzo 2007
Parte oggi, alla fine di questo caldo inverno milanese, CookingPiyo, il nostro blog culinario.
Esperimenti culinari, recensioni di vini, commenti su ristoranti a Milano ma non solo, suggerimenti per mangiare “italiano” all’estero, nuovi prodotti e nuovi negozi: tutto quello che incontriamo nella vita di tutti i giorni e di cui discutiamo con i nostri amici.
Abbiamo un po’ di ricette da condividere, e le pubblicheremo con cadenza settimanale.
Inoltre al momento abitiamo a Wellington, in Nuova Zelanda, quindi per i prossimi mesi vi racconteremo anche come due italiani cercano di sopravvivere alla cucina (o alla non-cucina) kiwi.
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